L'importanza del Rito di Passaggio
Un pensiero affidato al vento, per chi viaggia e per chi resta
Un pensiero affidato al vento, per chi viaggia e per chi resta
Mitakuye Oyasin. Siamo tutti connessi: esseri umani, popolo vegetale, animali, minerali e Spiriti.
Oggi ho visitato l'obitorio cittadino. Lì riposava la sorella di una ragazza, consumata precocemente da un tumore, con i segni della sofferenza ancora incisi sul volto. Mi ha colpito profondamente la sua scelta di non volere alcun funerale.
Eppure un rito funebre, al di là di qualsiasi credo religioso, è un rituale di passaggio fondamentale. Non serve soltanto a chi intraprende il nuovo viaggio, ma è vitale per chi resta. È il momento sacro dei saluti, del pianto e del lasciare andare; lo spazio in cui si permette all'anima di varcare la soglia e passare oltre.
Nel rito cristiano, ad esempio, c'è un passaggio di grande potere, un vero e proprio richiamo sciamanico agli Spiriti di luce: "Venite, santi di Dio, accorrete, angeli del Signore. Ti accolga Cristo che ti ha chiamato, e gli angeli ti conducano con Abramo in paradiso. L’eterno riposo donale, o Signore, e splenda a lei la luce perpetua."
È un'invocazione chiara agli Spiriti più elevati, affinché accolgano la nuova anima con amore e la guidino a ricongiungersi all'Uno, sciogliendo ogni afflizione terrena. Questo infonde coraggio ai cari che restano: l'anima non si disperde nel vuoto, ma viene protetta e completata nella Luce.
Ogni rituale, in qualsiasi forma positiva venga celebrato, è essenziale: scioglie i legami con il mondo materiale, dona speranza ai vivi e rassicura chi trapassa verso un nuovo cammino.
Non lasciate soli i vostri defunti. Lasciateli andare, ma fatelo con amore. E se, in seguito, dovessero contattarvi, ascoltate con cura le loro parole e, se ne hanno bisogno, offrite loro il vostro supporto.